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 PROGETTO DANZA MODERNA
2007/08
 

 

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Facendo seguito all'esperienza degli anni passati in altre realtà,
quest'anno la Palestra Concordia propone il progetto di danza moderna  a tutti gli studenti di questa scuola. Il progetto si propone la finalita' di ampliare la gamma di possibilita'  di comunicazione con il linguaggio del corpo. La danza, intesa come insieme di movimenti e di gesti eseguiti con il corpo seguendo il suono e il ritmo di una musica, è senza dubbio fra i linguaggi elaborato dall'uomo uno dei più comunicativi ed efficaci. Con la danza si migliorano l'apparato articolare, il sistema muscolare, l'apparato cardio-circolatorio, l'apparato respiratorio, il sistema nervo-
so, le qualita' motorie...

 

 

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::. informazioni utili al riguardo .::

Danza moderna
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Con il termine Danza moderna si definiscono generalmente gli sviluppi della danza che a partire dalla fine del XIX secolo portarono ad un nuovo modo di concepire la danza di scena, in contrapposizione al balletto classico-accademico. In alcuni casi, adottando una terminologia tipica del mondo anglosassone, il termine indica anche alcune forme di ballo di sala evolutesi nel Novecento.

Nata come ribellione nei confronti della danza accademica, ritenuta troppo rigida e schematica, la danza moderna intendeva procedere alla ricerca di una danza libera, che inizialmente veniva spesso praticata attraverso la provocante forma dell'assolo (oggi detto anche solo), eseguito spesso in spazi non teatrali, per marcare un forte contrasto con lo sfarzo dei grandi balletti.

Non si trattava inizialmente di una rivolta volutamente contro, ma del risultato di una serie di cambiamenti del pensiero[1] che trovarono una base feconda in particolare nelle teorie che fra 1830 e 1870 il francese François Delsarte aveva diffuso tramite allievi e discepoli verso l'America.

Loïe Fuller, Isadora Duncan e Ruth St. Denis, poi seguite da Martha Graham e Doris Humphrey, si imposero sulla scena mondiale sviluppando particolari stili di danza libera che poi diedero origine ad una modern dance caratterizzata da una propria estetica e da propri schemi espressivi ed educativi.

In Europa queste tendenze, reimportate e rielaborate da Émile Jaques-Dalcroze e Rudolf von Laban segnarono la strada del cambiamento, corredate da metodi di insegnamento che gradualmente portarono all'affermazione della danza moderna e in particolare della danza espressionista (Ausdruckstanz).
Indice
[nascondi]

* 1 I caratteri distintivi della danza moderna
o 1.1 Il rapporto con lo spazio
o 1.2 Il rapporto con la musica
* 2 La storia
o 2.1 Il periodo di ricerca
o 2.2 Il periodo di definizione delle tecniche
o 2.3 Il periodo d’innovazione
* 3 I balli moderni
o 3.1 Note
* 4 Fonti

I caratteri distintivi della danza moderna

La definizione di “moderna” data alla corrente (chiamata anche “nuova danza”), si deve al fatto che presentava caratteristiche in netto contrasto con il balletto. La danza moderna rifiuta l’utilizzo innaturale del corpo, le cinque posizioni dei piedi e delle braccia e l’uso delle scarpette da punta. Si valorizzano invece il gesto e il movimento che esprimano la personalità del danzatore a partire dalla naturalità.

Sparisce lo sfarzo dei costumi e le scenografie sono spesso ridotte ad uno sfondo monocolore o a pochi, semplici elementi od oggetti. La figura del ballerino e quella del coreografo spesso si corrispondono. In alcune produzioni, il coreografo-ballerino è anche scenografo, costumista e direttore delle luci. La danza moderna non usa un linguaggio codificato come nel caso del balletto classico, ma al contrario, crea un linguaggio personale di cui i coreografi stessi si fanno interpreti. Un altro elemento che distingue la danza moderna da quella accademica è la produzione, da parte di un gran numero di coreografi, di scritti teorici. La danza moderna talvolta prende anche spunto dallo studio storico-antropologico delle danze etniche di paesi non occidentali, per mezzo delle quali è possibile accrescere di elementi diversi la danza in ogni sua forma.

Il rapporto con lo spazio

Nella danza moderna il corpo si muove liberamente, spinto dalla volontà di trovare un nuovo rapporto con lo spazio e con il tempo. Infatti si da notevole importanza allo studio del movimento in quanto mezzo di analisi delle dinamiche fisiche che intervengono nello spostamento dei corpi nello spazio (come ad esempio, la forza di gravità). I ballerini classici si mostrano frontalmente al pubblico e tutti i loro movimenti si sviluppano partendo da questo tipo di relazione spaziale. La posizione del busto è eretta e le gambe sono ruotate verso l'esterno a partire dall'articolazione dell'anca. Nella danza moderna, invece, i ballerini si muovono occupando tutto lo spazio teatrale, mostrando anche il fianco o le spalle al pubblico. La posizione del busto rispetto alle gambe può variare; i danzatori possono anche ballare sdraiati sul palcoscenico. Secondo la tecnica del balletto classico, il ballerino doveva creare l’illusione di poter infrangere la leggi di gravità dando la sensazione di librarsi nell’aria con estrema facilità. Al contrario, la danza moderna riconosce nel peso del corpo il principio basilare del movimento, e dunque il rapporto con la terra vi è privilegiato.

Il rapporto con la musica

La danza moderna non segue necessariamente il ritmo della musica, come avviene nella danza accademica. A volte la musica può anche essere del tutto assente: in questo caso il ballerino danza seguendo solo il proprio ritmo interno. Generalmente la coreografia è creata con o senza una correlazione diretta con la musica, che può anche essere scritta in un secondo momento in funzione dei movimenti. In questi casi, la danza può seguire il ritmo della musica o contrapporsi ad essa, in una sorta di dialogo oppositivo.

La storia [modifica]

La storia della danza moderna può essere suddivisa in tre periodi:

* il periodo di rottura con il balletto classico e di ricerca, risalente alla fine del XIX secolo e inizi del XX.
o il periodo di definizione delle tecniche, tra gli anni Trenta e gli anni Quaranta.
+ il periodo di innovazione, che va dal secondo dopoguerra ad oggi.

Bisogna fare un'ulteriore distinzione fra la danza moderna statunitense e la danza moderna centroeuropea. Grazie ai numerosi scambi culturali fra gli artisti, i rapporti fra i due continenti sono sempre rimasti costanti.

Il periodo di ricerca

All’inizio del XX secolo, il desiderio di cambiamento portò allo sviluppo di due correnti: quella dei Ballets Russes che proponeva un rinnovamento dall’interno, e quella che sosteneva la creazione di una nuova danza. Nei primi trent’ anni del 1900 si assistette all’introduzione di numerose innovazioni per opera del compositore e didatta svizzero Jaques-Dalcroze, delle ballerine statunitensi Isadora Duncan e Ruth St Denis, e della tedesca Mary Wigman. I primi ballerini moderni ricercavano una danza che fosse più espressiva del balletto classico, per questo alcuni coreografi di balletto tra i quali Michel Fokine, si ispirarono alle danze di tradizioni non occidentali. Isadora Duncan, ad esempio, si sbarazzò per prima delle scarpette con le punte e del tutù. Andò in scena a Parigi, nel 1900, a piedi nudi, con i capelli sciolti e vestita di un’ampia tunica poiché voleva ritrovare i gesti naturali ed esprimere le passioni imitando i movimenti dei danzatori greci dell’antichità. La Duncan sosteneva che la fonte di tutti i movimenti corporei risiedeva nel plesso solare, per questo motivo propose una danza in cui fosse possibile muoversi ora contrapponendosi alla forza di gravità, ora assecondandola. Lo stile di Ruth St Denis, molto caratteristico, prendeva ispirazione dalle danze dell'India, dell'Egitto e dell'Asia. Nel 1915 fondò con il marito Ted Shawn la scuola Denishawn , che sarà il vivaio dei nuovi autori. Mary Wigman, una delle massime rappresentanti della danza espressionista tedesca, talvolta si ispirò alle danze dell'Africa e dell'Asia orientale e spesso fece uso delle maschere. Come Ruth St Denis realizzò sia dei lavori di gruppo, spesso riuniti in cicli, sia assoli. Il movimento della danza moderna tedesca fu interrotto con l’ascesa al potere dei nazisti. Essa si riprenderà solamente tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta con la nascita del Tanz theater.

Il periodo di definizione delle tecniche [modifica]

La danza moderna maturò un cambiamento significativo negli anni Trenta negli Stati Uniti. A New York si sviluppò la modern dance, che si distingueva per la creazione di tecniche personali che si contrapponevano alla tradizione del balletto classico. Martha Graham, Doris Humphrey, Charles Weidman (tutti provenienti dall'esperienza della Denishawn), e Hanya Holm+ (che proveniva dalla compagnia di Mary Wigman) vengono ricordati per le importanti innovazioni che portarono in questa nuova disciplina. Questi artisti concordavano sul fatto che la danza doveva essere finalizzata all’espressione delle emozioni, obiettivo che poteva essere raggiunto solamente con la ricerca interiore e una maggiore attenzione alle capacità del corpo. In opposizione alla danza accademica, le gambe e i piedi assunsero nel movimento un ruolo secondario, mentre venne privilegiata la parte superiore del corpo. Infine, furono rivalutate le funzioni basilari dell’essere umano, come il camminare o il respirare, giudicate parti integranti della danza moderna. L’americana Martha Graham creò una tecnica basata sul principio dell'opposizione contraction-release che si rifaceva al movimento naturale d’inspirazione ed espirazione; la sua danza è fatta di movimenti alterni di concentrazione (tramite la contraction) e diffusione dell'energia (release), di una gestualità forte e decisa, strettamente ancorata al suolo, sul quale i piedi appoggiano per intero, a differenza della danza accademica. In seguito occupatasi dei rapporti tra arti figurative, danza e letteratura, produsse con l’aiuto dello scultore Noguchi Isamu, delle coreografie caratterizzate da una forte struttura narrativa.

Martha Graham cercò di far rivivere nei suoi spettacoli,
Immagine di Martha Graham del 1948
Immagine di Martha Graham del 1948

i grandi miti tratti dalla Bibbia, dalla mitologia greca o dall’Oriente. Di solito i personaggi rappresentati erano per lo più figure femminili ritratte in momenti di grave crisi psicologica ed emotiva. I temi fondamentali delle sue creazioni erano di genere etico, legati ai drammi della società americana. Lo stile di Hanya Holm si presentava molto vario, poiché andava da creazioni con una forte componente satirica a danze ispirate a tematiche sociali. A partire dagli anni Quaranta realizzò coreografie per Broadway e fu tra i primi coreografi a introdurre nei musical la danza moderna. Doris Humphrey, dopo aver analizzato la dinamica naturale del camminare, creò la sua tecnica basata sul principio del fall and recovery (caduta e recupero). Quando smise di ballare sciolse la compagnia che aveva costituito con Charles Weidman, e si dedicò all’elaborazione di nuove coreografie per il suo allievo preferito Josè Limón.

Il periodo d’innovazione

Negli anni Cinquanta, i coreografi rifiutarono le componenti psicologiche e narrative tipiche della modern dance. La ragione di questa decisione era dovuta all’intenzione degli artisti di non esprimere più emozioni ma di scoprire le numerose capacità del movimento e del corpo umano. Per il ballerino ciò poteva comportare anche il recupero della tecnica della danza accademica. Questa nuova corrente fu definita formalismo o astrattismo. I suoi maggiori esponenti furono Merce Cunningham e Alwin Nikolais. L’astrattismo di George Balanchine trionfa, nello stesso periodo, anche nel balletto classico. Altri danzatori fortemente innovativi ma difficilmente collocabili in un preciso movimento furono James Waring, Paul Taylor, Alvin Ailey e Twyla Tharp. Negli anni Sessanta, sulle basi - e più tardi anche in opposizione - dell’astrattismo di Cunningham e Nikolais si sviluppò la post- modern dance. Essa nacque all’interno di un nuovo movimento di innovazione interdisciplinare, che aveva come centro la Judson Memorial Church di New York. In questa fase furono rigettati tutti i presupposti tecnici e teorici fino ad allora concepiti per concentrarsi sul significato dei movimenti e dei gesti, facendo particolare attenzione a quelli quotidiani. Adesso oggetti, suoni, immagini, spazi diversi del palcoscenico interagiscono con i movimenti; la danza non è più vista solo come spettacolo, ma anche come evento, performance a cui il pubblico può partecipare. I più grandi rappresentanti della post-modern dance sono Yvonne Rainer, Simone Forti, Trisha Brown, Lucinda Childs e Steve Paxton. La danza americana degli anni Ottanta era caratterizzata dall’uso di mezzi espressivi come video, fotografia e cinema. Tuttavia essa si distinguerà dalla post-modern dance per il recupero della tecnica, anche quella accademica, importantissima per raggiungere i requisiti fisici richiesti ai danzatori. Negli anni Cinquanta e Sessanta, in Europa, si assiste al ritorno e ad un rinnovamento della danza accademica, che spesso si amalgama con le nuove correnti americane e con il contributo di nuovi stili di danza, producendo creazioni originali e tendenze personali. Grandi coreografi, la cui attività, iniziata in questo periodo, continua nei decenni successivi, sono Roland Petit, Maurice Béjart, Birgit Cullberg, John Cranko, John Neumeier. Negli anni Settanta, in Germania, emerse il grande talento di Pina Bausch, una delle maggiori rappresentanti del Tanz theater insieme a Johann Kresnik, Gerard Bohner, Susanne Linke e Reinhild Hoffmann. La nuova danza tedesca, seguendo la tradizione espressionista d’inizio secolo, voleva rappresentare un teatro, nel quale l’essere umano si potesse esprimere nella sua dimensione quotidiana, soggettiva ed emotiva. Da questa tendenza prendono forma spettacoli multimediali e opere che si prolungano a volte per diverse ore. A partire dagli anni Sessanta, in Francia, si assiste ad una proliferazione di stili e di nuove esperienze coreografiche. Tutto ciò fu possibile per merito di Françoise e Dominique Dupuy, i quali presero ispirazione da Merce Cunningham, Alwin Nikolais, dall'espressionismo tedesco e dalla filosofia orientale. Jean Claude Gallotta, Maguy Marin, Régine Chopinot, Marie-Christine Gheorghiu, Karine Saporta, Règis Obadia, François Verret e Jacques Patarozzi sono ricordati come i più grandi esponenti della nouvelle danse francese. Essi sono accomunati dall’attenzione per la componente dinamica del movimento e il rapporto con lo spazio. A differenza dagli altri paesi, l’Italia si apre alla nuove tendenze artistiche e all’interesse per la danza moderna solamente intorno agli anni Settanta, per conoscere una stagione felice durante gli anni Ottanta. In questi due decenni si realizzano nuovi festival e nascono nuove compagnie come il Teatrodanza Contemporanea di Roma fondato da Elsa Piperno e Joseph Fontano, il Collettivo Danza Contemporanea di Cristina Bozzolini a Firenze; il Gruppo Contrasto, diretto da Carla Perotti, legato al Teatro Nuovo di Torino; la compagnia Sosta Palmizi, nata nel 1985 dal sodalizio e collaborazione di alcuni ballerini del Teatro e Danza La Fenice diretto a Venezia da Carolyn Carlson tra il 1981 e il 1984; l'Ensemble di Micha van Hoecke; il gruppo di Virgilio Sieni; il gruppo di Enzo Cosimi,la Compagnia "DanzaRicerca" fondata a Roma nel 1976 da Daniela Capacci.

I balli moderni

Nel XIX secolo, recarsi a ballare il sabato sera diventa un abitudine acquisita da tutti gli strati sociali e il ballo che regna incontrastato all’inizio del secolo è il valzer, una danza di origine tedesca che subisce in ogni Paese degli adattamenti nazionali. Cadono in disuso la polka, il galoppo, la mazurca.

Dopo il 1850 la maggior parte dei balli che diventano successivamente di moda arrivano dagli Stati Uniti o dall’America latina: il bolero, il tango, l’habanera sono di origine cubana; il cake-walk è una danza popolare dei Neri americani, il fox-trot, “ trotto della volpe”, ricco di figure, è dell’America centrale.

Verso il 1925 arrivo il charleston, dalle comiche contorsioni, l’ondeggiante blues, con i suoi strani movimenti verso l’alto e ancheggianti; poi nel 1926, il black-botton che mescola giri su un fianco , passi martellati, di pattinaggio, saltelli e salti, e infine la rumba. Dopo pochi anni però tutti questi balli passano di moda; sopravvive per più di vent’anni il tango. Dopo la Seconda guerra mondiale arrivano, successivamente, dapprima, al seguito delle truppe americane, il boogie woogie, che con i successivi arrangiamenti venne chiamato rock and roll, poi, dal Sudamerica, il cha-cha-cha e il samba, una delle danze più popolari del Brasile. Con il twist (1960), il surf (1964) e lo shake si pervenne a una totale libertà di movimenti: si può danzare da soli, in coppia, in gruppo. Ma la meta da conseguire è sempre la stessa: il piacere di muoversi a tempo di musica, il desiderio di affascinare ai quali, a volte, si aggiunge anche un certo impegno artistico.


1. ^ Eugenia Casini Ropa riassume alcune fra le tendenze principali a cui si può riferire il bisogno di nuove forme di espressione artistica del mondo della danza, in particolare la diffusione del teatro di varietà, le mode intellettuali, le lotte per l'emancipazione femminile, le filosofie mistiche di derivazione orientale, il naturismo e l'igienismo sportivo (Casini Ropa (a cura di), Eugenia,Alle origini della danza moderna, Bologna, Il Mulino, 1990. , p. 16)

 

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